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L’autorizzazione integrata ambientale – AIA

180,00

DESTINATARI Il corso si rivolge a tutti i professionisti o tecnici interni che intendono supportare le aziende nella’ottenimento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale.
DURATA 8 ore
OBIETTIVI Fornire le competenze base necessarie a gestire la procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale
CONTENUTI Panorama legislativo di riferimento; Procedura di presentazione dell'AIA; Verifiche e valutazioni necessarie ai fini dell'ottenimento dell'Autorizzazione Integrata Ambientale; Esempi applicativi
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Descrizione

L’autorizzazione integrata ambientale (AIA) è l’autorizzazione di cui necessitano alcune aziende per uniformarsi ai principi di integrated pollution prevention and control (IPPC) dettati dall’Unione europea a partire dal 1996. Da allora il quadro normativo di riferimento per le AIA è comune in tutta Europa: venne inizialmente istituito con la Direttiva 96/61/CE, riscritto dalla Direttiva 2008/1/CE e poi confluito nella Direttiva emissioni industriali (IED, Dir. 2010/75/UE). La Direttiva IPPC n. 96/61/CE fissò entro il 2007 il termine d’adeguamento oltre il quale determinate tipologie di installazioni produttive non possono più operare senza un’AIA; le attività produttive che devono sottostare a queste procedure d’autorizzazione sono quelle più rilevanti per l’ambiente.

L’AIA è l’autorizzazione integrata necessaria per l’esercizio di alcune tipologie di installazioni produttive che possono produrre danni ambientali significativi; è integrata nel senso che nelle relative valutazioni tecniche sono considerate congiuntamente i diversi danni sull’ambiente causati dall’attività da autorizzare, nonché tutte le condizioni di funzionamento dell’installazione (non solo a regime, ma anche nei periodi transitori ed in fase di dismissione), perseguendo quindi una prestazione ambientale ottimale.

L’AIA non è lo strumento specifico per valutare la compatibilità di una installazione produttiva con il suo contesto territoriale, ma piuttosto è la procedura in cui verificare che l’esercizio da autorizzare abbia pressioni ambientali limitate, conformi con condizioni per limitare l’inquinamento ed i consumi di risorse ambientali. L’applicazione dei principi IPPC-IED non garantisce di per sé la compatibilità ambientale dell’installazione con il contesto ambientale circostante, quanto piuttosto l’adozione di tecniche ambientalmente più efficienti e quindi un minore inquinamento specifico (ovvero per unità di prodotto) a livello di unione europea.